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Valetta
LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CHE ENTRATE
3 giugno 2007
she's back..!
questa morte è durata fin troppo.
resiscitato dall'ade dei blog in cui finisce chi si macchia di peccati virtuali..[me lo volevate ammazzare:°]
di nuovo qua.
chissà se vale la pena di sporcare quanto è stato detto e pensato, qui.
So solo che in questo luogo si stava cosi' bene...
******************************************************************************************************************

yo.mi scuso con quanti di voi avranno visto suonare alla loro porta virtuale un bel carico di finestre rompicoglioni.



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15 luglio 2006
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Scrittura finalizzata al mantenimento della veglia.Al mantenimento del contatto con quasta materia, piccoli, tenerissimi atomi a tenere compagnia all'umanità. Questo letto da cui nn riesco a staccarmi, quel cuscino bianco con tanti cuori blu sono solo materia, una materia ingenerosa...noi gli diamo i connotati della vita, un nome, un valore, un'importanza.Ma rimangono semplicemente li, morti.Questa idea mi fa sentire terribilmente sola.
Regalare vita a chi non può averne.
E facciamo lo stesso errore con coloro che attraversano la linea della nostra vita, che la sfiorano, che abitano in questa.
Si finisce sempre a dare nomi, giudizi, attributi a qualkosa che come l'uomo è capace di cambiare senza sosta, senza remore e tutto quello ke sappiamo di qualcuno....rimane un ricordo che solo noi condividiamo.
Forse siamo dinamismo.
Siamo come unsa scatola di colori in perenne agitazioni, in cui le combinazioni nn sono calcolo, ma frutto del momento, in cui le tinte si mescolano a volte diventando deboli luci di vita a volte inondando quanto c'è attorno con la propria forza.
Magari ho solo sonno.Magari questo post è nato da una mattina di tempie tese e opache, di occhi che non hanno voluto osservare piu di tanto l'andamento delle dita. Senza controllo.Non è da me.
Ma lo è allo stesso tempo.
Come vedere della vita in coloro che non possono capirne il valore, la bellezza.Che osservano tutto senza sangue, aria, dolore,
amore




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8 luglio 2006
BadThingsToSuchGoodPeople
the good lord smile.
Avendo la strana impressione di non brillare, lentamente si spegne la luce.
Credendo in niente.
Guardo fuori e mi viene voglia di fumare, seduta sulla sabbia mentre un vecchio tramonto torna a svelarsi ai miei occhi, esattamente come l'ho custodito nel cuore.Quella sabbia è cosi accogliente, cosi dolce, e lei brilla.Far scorrere le dita tra le sue mille perle, basta a sciogliere una lacrima, lasciare che i colori siano semplicemente come sono rende il pensiero libero di volare. Imprigionata nei ricordi una risata riesce a toccare il presente e accorgersi che è cosi reale da renderla smorfia e subito si ritrae nella sua campana di istanti rotti.
se le parole potessero bastare a descrivere il complesso viaggio che i pensieri possono compiere.se le parole fossero abbastanza e le loro combinazioni senza fine...anche in questo caso qualcosa rimarrebbe celato, qualche tremolio di sole sarebbe solo di chi è stato in grado di osservare, infinite sensazioni apparterrebbero solo a coloro che le hanno vissute e custodite, fatte proprie, come il modo di tenere in mano la sigaretta o la leggera inclinazione del foglio mentre su di esso vengono trascritte parole di dolcezza.
I had A feeling.



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26 giugno 2006
EmptyNight
E se solo scrivessi per quello che sento- e se solo riuscissi a strisciare tra la verità senza che lei riesca ad entrare in me. Ma verità è vita, è accorgersi di quanto le menzogne logorano il giorno.
Ho sonno. Sento la mia amata Special e me ne frego delle convenzioni.
zaczaczaczaczaczac.
Un taglio netto tra la mente e il cuore.Brillante desiderio.
Tra le strutture che sogno e utilizzo come rifugio quando non capisco in che posizione gioco, tra milioni di secondo me.. resto semplicemente allegra a metà e immobile aspettando che l'acqua salata evochi un'esplosione di ricordi.Perchè è di questo che siamo fatti sembra, ricordi.
Perchè. Per chi.
Forse potrei annullare questo sentimento, ma qualcuno mi ha insegnato che bisogna affrontare i propri limiti, i propri demoni.




Anche se l'idea di alzarmi, stendermi sul letto, incrociare le braccia dietro la testa e fissare tristemente le righe sottili del legno è così dolce..così invitante. Col solo pensiero di stringere a me quello che ho. Il domani si fotta e si fotta chiunque abbia voglia di sporcarlo.
Torno lentamente in me.Si, si fotta.

Sono felice. Se i pulcini sorridono sulla mia scrivania e quando cadono dal letto sembrano cosi morbidi che vorrei stringerli a me.Se la mia metamorfosi non smetterà di aver luogo.

E ora una bella Sigaretta. Il mio Regno per una sigaretta[cit.]





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21 maggio 2006
Sur Le Fil
Catapultata senza appello in tutti quei pensieri che ho sempre evitato di sfiorare. velenosi.
malati.
sporchi.
ho finito Amrita. Ho finito un'altro viaggio. E come tutti i viaggi sento ancora su di me parole e sensazioni, nonostante mi ritrovi nel mio vero, conosciuto spazio.
Forse uno dei libri più intensi mai letti, con i suoi poteri, i suoi paesaggi, le descrizioni della bellezza che tanto si sovrappongono ai miei ideali.
Ma c'è molta malinconia.
La malinconia del fugace, del terreno, del vano.
Vorrei poter vivere così, pensare così a ciò che ho attorno, ricondurlo a felicità e bellezza, bellezza pura, disarmante.
Vorrei poter volare più in alto. Evitare di strusciare la faccia a terra.Mi sono accorta che a volte non posso poggiarmi sulle illusioni, che forse anch'io avrei bisogno di una finestra limpida e di un marmo solido da cui affacciarmi e guardare il mondo.
Non di questa stancante altalena in cui mi domando se il domani sarà di sole o di tempesta.
Non di passi impauriti nella notte delle anime che ho sempre reputato un pò mie.
Ma esse non sono mie come pensavo.
Un certo egoismo c'è da tutte e due le parti. Un certo distacco. E la finestra inspiegabilemnte si sporca e dà su un mondo con meno luce.
Potrei evitare questo, potrei evitare di leggere la mia vita nei libri ma è come se tentassi di aggirare me stessa e le mie illusioni.
Alla fine si legge per poter entrare come in un sogno..ma nei sogni si sa, c'è sempre qualkosa che conosciamo, che ci spaventa, che amiamo immensamente...celato in chissà quali parole, in chissà quali immagini.
Vorrei spegnere per un attimo la luce dentro me, perdermi nel mio buio.Solo mio.



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14 maggio 2006
VeCcHi DiFeTtI
Tutto ciò da cui stavi fuggendo
Torna come valanga più grande che
Ti trascina al punto di partenza se vestirai
Vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l'immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro a un giorno nuovo
Nello spazio che adesso riempi c'è
Succo acerbo di densi silenzi che
Colleziono da tempo
Come schegge d'inferno
Why? why? . vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l'immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi silenzi dentro un giorno nuovo
Non vedi che è facile
Non vedi che è inutile
Scordarsi di credere ai vecchi difetti
Volami accanto e solca il tempo
E bevi l'immenso soffio eterno
Guardami cambiare forma dopo forma e ancora
Respirare i tuoi capelli dentro un giorno nuovo
Non vedi com'è facile
Non vedi che è inutile
Scordarsi di credere ai vecchi difetti


sento addosso il caldo vento estivo,
aria carica di ricordi leggeri come piume.
Ma è tutto più leggero intorno, sorrisi, sguardi, profumi.
tutto è cadenzato da una nenia rilassante
a cui si è destinati dallo scorrere del tempo.
Potersi abbandonare al tiepido respiro del cielo,
dopo aver fuggito discorsi e cieli grigi,
dopo aver spento i sensi per un periodo già troppo lungo.
Perdono l'inverno ingeneroso se mi è concesso ora di alzare lo sguardo
e socchiudere gli occhi

perdendomi nel blu, accarezzata dolcemente dai ricordi.



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7 maggio 2006
SelectiveMemory
Un percorso ormai familiare.Il solito ritorno. Mi perdo dapprima distrattamente e man mano entro in quel libro. Ormai so anche che lei è l'unica che mi permette un completo distacco dalla realtà..lei con le sue parole di velluto, con i suoi aesaggi che appaiono di fronte agli occhi dell'anima come un'incontro inaspettato, improbabile. E così, mentre milioni di alberi, case, rotaie, abbracci di nuvole e scaglie di sole sembravano rincorrersi ed allo stesso tempo perdersi nell'attimo presente ho ritrovato il piacere di sentirmi pervasa di emozioni.
Pensavo. Quei paesaggi, quei bellissimi volti. Sono ciò che non guardiamo mai con incanto ma che possono diventare poesia e passione.
Ho permesso, frase dopo frase, il diffondersi di tutte quelle sensazioni così disperatamente vivide, palpabili, reali in ogni granello di me.
Pensavo. Che darei per poter scrivere così. Per donare la chiave per un mondo vicino e lontano in cui immergere il proprio essere fino ad annullarlo. Per essere qualkuno che cancella per un'ora o anche un minuto ogni cosa attorno, che rilega le anime in altri corpi.
Accompagnata dalla musica ho dimenticato anche quella, sentivo solo il calore del sole, le lacrime davanti ai colori dei ciliegi, lo stupore razionale di fronte a fenomeni a cui in questa vita non ci è dato credere, l'amore totale e appassionato per la vita. Ho dimenticato i miei occhi guardare dissolversi la figura della mia felicità.
Almeno qualcosa di quando ero bambina l'ho ancora.. Riuscire a svanire dalla terra ferma per proiettarmi nelle vite raccontate nei libri.Riuscire a sentire addosso a me sensazioni di parole.




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3 maggio 2006
Yes, surprise.

non credere affatto in quello ke fai.
non credere in te, in ciò che fin'ora hai saputo fare e dare.
sentire che in ogni cosa tu riesci solo perchè è capitato.
fa male.
convivere con questo non ti da mai la sicurezza di ciò che puoi. Capita.
Ora inondando la camera delle mie stupide paure mi libero di un piccolo peso. Io un pò di inglese lo so. Lo so dentro. Butto via la gabbia in cui avevo segregato il mio orgoglio. Butto via una piccola parte di una vale impaurita, aggrappata, trascinata.
Una parte quasi impercettibile che ora sembra avere tutto il peso del mondo.


Forse c'è qualkuno che si merita questa mia gioia.
the chimney sweeeeeeeper...!




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27 aprile 2006
MySin

Ripensando ad un video ambiguo. Ad un sentimento che quasi devasta, pervade e trattiene dentro se molto di ciò che è in realtà. Ripensando a tanti di quegli avvenimenti. Caldo afoso e sensazioni che stritolano, degli esami che per molti significano quel salto che divide un’identità senza confini, senza regole da quella racchiusa in una scatola ed in cui si cerca di infilare il più possibile per non dimenticare niente. Testa china su quelle nozioni che di li a poco spariranno, desiderio di mordere il tempo e strappargli la lentezza dei secondi, di arrivare in fretta al traguardo per poi passare oltre. Una testa che è in verità vuota, senza coscienza.

Distratta, astratta.

E poi in quelle ore di pensieri incoerenti ripensare a momenti pieni. Vacanze, incontri, canzoni. Quante canzoni, quanti perché danzano guidati da note dolorose e un po’ bambine. Io le ricordo quasi tutte. Ricordo di aver desiderato che molte cose si ripetessero all’infinito e ancora nn mi faccio una ragione del perché molte di esse sono belle perché irripetibili, ancora spero che la bellezza sia dozzinale…ma non lo è, sta dentro i suoi confini, stretta tra istanti che nn tornano.

Ripensando al senso di libero vuoto.

Potersi plasmare.

Potersi sentire bene grazie alle proprie scelte.

E’ tutto molto complicato, le emozioni come i pensieri si accavallano, formano una piramide che tende all’armonia. Ho molti ricordi sovrapposti, molti dei quali mai stati, o mai pensati, altrettanti intersecati al resto. Una fitta rete di felicità e sofferenza, che man mano sembra infittirsi, più la coscienza si riempie più ci si rende conto di ciò che si prova realmente. E così il passato sembra meno distante da presente e futuro, così il senso inizia ad esistere.

sorrisi inspiegabili.

Esistono.




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8 aprile 2006
1.03.06 h.1.02

[Si alzò dal letto. Il gelo che lo caratterizzava accompagnava i suoi movimenti. Prese i suoi jeans e , mentre distrattamente li indossava, accese la sua penultima sigaretta. La lampo si chiuse in uno schiocco, senza esitazioni, senza dubbi. Ora era di nuovo la persona che lei aveva conosciuto una settimana prima, la persona che col suo gelo le regalava ogni volta nuove ferite, solo che nessuno dei due poteva vederle.

Dritto, di spalle, appoggiato alla portafinestra, fissando il cielo di una giornata come tante, una giornata di primavera che mostrava di voler sfogare il triste sorriso della pioggia.

Lei non poteva far altro che sentirsi intorpidita. Non poteva far altro che pensare “ogni volta è sempre più doloroso, eppure non posso smettere di desiderare quel dolore”. Ora canticchiava questa fila di parole come se stesse prendendo in giro se stessa, come se le si fosse svelato il segreto di quello strano rapporto con un altrettanto strano ragazzo, che come una valanga aveva travolto il suo modo di sentire, di percepirsi, di odiarsi.

La radio gracchiava note inutili, stile anni 90. tutto le parlava di quella non sensazione. E lui? Era mai stato veramente con lei? O si erano solo sfiorati e lei aveva sofferto, come quando sei ad un passo da ciò che desideri e poi capisci che mai, mai potrai averlo veramente.

Ora lo sguardo di quella persona seminuda incrociò quello di una ragazza spaesata, morsa dai suoi stessi pensieri, ancora distesa nel letto, accovacciata al calore della luce di quel bel pomeriggio senza gloria. Lei si sentì di nuovo aleggiare nel vuoto, come ogni volta che lo baciava, che le loro mani si toccavano, si immaginò di essere l’unica stella dell’universo, perché quegli occhi le dicevano proprio questo. Ma durava un battito d’ali. Poi tutto tornava ad essere concreto e fottutamente squallido. Lei non avrebbe mai voluto andare in quella stanza, in quella casa, in quell’attico ben tenuto in un quartiere per bene, lei non avrebbe mai voluto che la baciasse penetrando il suo cuore… in realtà aspettava solamente questo e null’altro avrebbe mai potuto farla sentire così vicina alle estremità dei poli dell’amore.

Quell’occhio marrone e verde insieme la colpì. “non sento nulla” lei pensò, ma gli sorrise e capì che stava per crollare. Ai suoi piedi, senza riserve. Ma non poteva perdere anche l’orgoglio, la forza, la difesa, aveva già perso se stessa in quegli attimi passati con lui, in quegli abbracci che senza una parola usavano scambiarsi. Così ancora una volta tentò di resistere all’impulso di chiedergli di restare. Ma lui doveva restare. Stava per portarle via il cuore e senza di esso come avrebbe fatto? Avrebbe più amato come sapeva? Avrebbe più sentito tutta quella travolgente voglia di urlare e amare e piangere?

La sua sigaretta era ancora a metà. Fumava lentamente “dopo”. Si sentiva in vena di godere di ogni tirata. E così provò a fare una tirata di quell’attimo. La città davanti a lui, lei dietro, stesa come una vittima e il suo carnefice dritto su di lei a dimostrare quanto fosse stato difficile vincere. Mancavano 165 minuti e sarebbe volato via. E come al solito provava quel senso di frenesia e voglia. “via” viaviaviaviaviavia. Da lei. Il male minore, lei si nutriva di lui e questo per un po’ gli era andato bene, ma ora… anche lui iniziava a drogarsi  di quell’amore infantile, goffo e ogni volta il contatto vomitava elettricità. La chimica dell’amore.

I suoi pensieri erano brevi, ritmici, scanditi da sguardi che erano lame troppo affilate, da sorrisi tristi di paura, di freddo distacco.

No, non poteva farle capire che l’amava. Perché lui stava lasciando tutto dietro di se. Una ragazzina triste. C’era ancora un po’ di vento a cullare il disperdersi dei loro desideri.]




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2 aprile 2006
ThisAreTheDays
pura necessità.
pura assuefazione.



vorrei bruciare di Quel Sentimento per cui Non Trovo Parole.
Solo sorrisi e soffici pensieri.









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28 marzo 2006
BrandNew

Scrivo di getto, come capita senza freni, senza senso, senza ostentare un'ordine che non mi appartiene.
scrivo come viene.
Forse non sono più capace di farlo.
In questo insieme di sentimenti così diversi e così incontrollabili, mi siedo un attimo e mi fermo a riflettere. Eh si, perchè ormai è tanto che non respiro avidamente e sto sempliceente ferma, in silenzio, senza ascoltare ne dire.
L'amore è una gran bella cosa.
E' come se ti prendessero senza preavviso e ti confinassero dove le urla sono solo un rumore lontano, dove le cose che ti feriscono mortalmente sembrano non lasciare segni, dove dimentichi per un'attimo l'imperfezione assoluta.
Accarezzata da un pensiero che mi trascina via dall'opaco giorno in cui sono costretta a fingere...perdo la ragione e la dedico a qualcosa che sembra esser sfuggita
a qualsiasi limitazione
a qualsiasi oscuro progetto
a qualsiasi parola vuota





la mai piccola scheggia di perfezione.






permalink | inviato da il 28/3/2006 alle 21:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
25 marzo 2006
Green
zac.za.zac.
pezzettini molto piccoli di atmosfere remote, prima ben custodite e poi regalate ad un passato che sembra un'altra vita.
Credevo quasi che il Bene mandasse indietro il corso delle cose.il Flusso.
Credevo di poter giocare con i pensieri, riposizionarli e poi dare il via per il nuovo incidente.

no.
piccolissimi errori che ti portano come un vortice nella autocommiserazione, nell'apatia, nella noia, nel disgusto di quel Se' che è totalmente imperfetto.
In cui l'incastro non è affatto contemplato.
Solo Caos.
Ci voleva una bella presa di coraggio per abbassare lo sguardo.Per ammettere di aver vissuto troppo distante dalla realtà.
In tutto questo muoversi, girarsi, fermarsi, sentirsi, diffondersi.
Ho perso l'inizio ma ho trovato la fine.

(con il contributo di GreenMaria)



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11 marzo 2006
myotherside

Cercando la distruzione.Trovandola.
Lei è sempre in attesa che qualcuno le arrivi di fronte, per leggervi la disperazione di chi traballa per mantenere tra le mani sciocchi pezzi di vetro della sua vita. E allora arriva la soluzione.
Distruggere ogni cosa. Creare il caos e il dolore. Cercare nel degrado una propria semplice ragione. Fa paura? molta.Da voler che tutto finisca in un pozzo senza poter tornare. A volte per ricominciare a respirare bisogna far spazio, biosgna liberarsi della sensazione di non poter gridare, nè sentire, ne vedere, bisogna cancellare le tracce di tutto ciò che è stato.
Che poi alla fine io voglio solo distruggere la mia idea di me. Quella si che voglio crocifiggerla, odiarla, renderla nulla.
Odio tutto questo.
Quasi quanto odio i reality, la televisione, la politica di oggi, così sterile, quasi quanto odio chi odia.
Per questo mi odio.
[Mi pare di aver visto una pubblicità in cui si dice che "dio ha avuto cura di distibuire un pizzico di follia in ognuno di noi" o qualche stronzata mediatica di questo genere.Dico io, poteva stare più attento.]

e mettiamoceli loro che mi fanno compagnia alle 4 di notte:
I'm Not Ok.
Well if you wanted honesty, that's all you had to say.
I never want to let you down or have you go, it's better off this way.
For all the dirty looks, the photographs your boyfriend took,
Remember when you broke your foot from jumping out the second floor?
I'm not okay
I'm not okay
I'm not okay
You wear me out
What will it take to show you that it's not the life it seems?
(I'm not okay)
I told you time and time again you sing the words but don't know what it means
(I'm not okay)
To be a joke and look, another line without a hook
I held you close as we both shook for the last time take a good hard look!
I'm not okay
I'm not okay
I'm not okay
You wear me out
Forget about the dirty looks
The photographs your boyfriend took
You said you read me like a book, but the pages all are torn and frayed
I'm okay
I'm okay!
I'm okay, now
(I'm okay, now)
But you really need to listen to me
Because I'm telling you the truth
I mean this, I'm okay!
(Trust Me)
I'm not okay
I'm not okay
Well, I'm not okay
I'm not o-fucking-kay
I'm not okay
I'm not okay
(Okay)




permalink | inviato da il 11/3/2006 alle 11:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
5 marzo 2006
on air
chiusa qua dentro.
(il tempo fuori indica la via del grigio)
Lo spazio è sempre lo stesso ma i muri sono come piu vicini, sono piu' a contatto con me, con quello sguardo perso nel niente, nel più niente.Ormai è rimasto ben poco da vedere in quelle distanze scontate, è rimasto troppo poco per potersene nutrire. E non c'è niente da fare, la luce continuerà ad illuminare gradulmente il tutto, il cielo osserverà distratto quei volti minuziosamente controllati e io non penserò. Mi terrò dentro, mi terrò relativamente presente. Se c'è qualcosa da fare io non voglio farlo, di parole c'è solo una eco vaga, distorta, monotona.E cosi' rido di me, delle mie incoerenze, di quella parte recidiva che continua a voler abbattere muri troppo vecchi e troppo radicati, rido di uno specchio in cui si puo vedere solo ciò che si desidera, mi prendo gioco di un comportamento troppo costruito che stucchevole da' disgusto.Mi è rimasta una risata.La regalo al lato oscuro e lei può diventare crudele, ma un pò più vera.
Seguo la linea bianca della perdizione e mi ritrovo a faccia in giu, cercando per terra ciò che il vento ha ormai portato via.
(Magari per caso, un giorno, di nuovo, qui.)





permalink | inviato da il 5/3/2006 alle 15:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
26 febbraio 2006
Lyric
LA FINE NON E' LA FINE.
piove sulla strada,
pioggia nuda pioggia che uccide l'ultimo giorno di viaggio.
voglio addormentarmi e non sentirti.
dire che il tempo ha avuto la meglio su tutto.
nomi senza casa, senza meta, mezzi senza fine...
chiudere l'inverno per sporcarmi fino in fondo al cuore,
lungo ogni sentiero degno di essere solcato;
cedere alle onde del destino, ora in piena,
mentre il sole in cielo inciampa su se stesso;
 
hai scritto sul mio corpo che non è la fine. -La Quiete-

rieccomi.TaDaN.
drogata di me, e non solo.drogata di parole, immagini, contorni.Mi vesto d'incoerenza per seguire ciò che sento. E' forse un errore? chi può dirlo. Chi può sapere quanto è forte la spinta.
E poi se lo dicono loro io ci credo. La Fine non è La Fine.



permalink | inviato da il 26/2/2006 alle 13:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
9 ottobre 2005
no way back

Giusto per concludere, per non lasciarmi la possibilità- l’ennesima- di ritornare sui miei passi.

In verità c’è molto poco da dire, sta tutto insaccato in queste pagine web, prima gonfie di parole sentite e disperate di un anno che si è dimostrato ingeneroso di emozioni ed ora semplicemente espediente letterario che riporta una parte di quei sogni trasognati e di quelle realtà sopite che ogni tanto fanno capolino esplicandosi in gloriosi tic tac sulla tastiera.Forse dovrei parlare di libertà, o di non-libertà. Credevo di potermi sentire libera dai legacci che mi tengono reclusa nel mondo delle fallaci trame, delle apparenze restrittive, delle finte espressioni…credevo di poter avere il mio attimo di libertà, magra consolazione di una vita passata a rendere conto al tutto e al niente. Ho sbagliato perché mi sono persa dentro l’aspettativa di dare tempo e spazio alla libertà

Ma la libertà non ha ne inizio ne fine e non ha luogo. Per me La libertà è il volo del pensiero.

Ho conosciuto delle grandi persone grazie a questo blog e credo che buona parte del mio attaccamento e della mia dipendenza siano dovuti a questo…e sento che nn sarebbe giusto continuarlo per inerzia o per bisogno indotto. No, non lo è affatto.

Così, mi congedo.
*vale*




permalink | inviato da il 9/10/2005 alle 16:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (34) | Versione per la stampa
8 ottobre 2005
solo un atto di fede
pensavo alla fede. E le accostavo l'egoismo. Come? riflettendo sul semplice, elementare fatto che la fede è quella risposta che collima drasticamente coi nostri desideri repressi, cioè si esprime perchè quello che vediamo nn ci piace affatto e così tac scatta l'egoismo che ci porta a voler vedere tutto nel modo in cui noi vogliamo e preferiamo, e nn importa se nn c'è riscontro con la logica, la razionalità, la concrettezza dell'esistenza.
Ma poi mi viene in mente...se nn ci fosse stato Babbo Natale e le renne e il cazzo di carro accompagnati dalle canzoni con le campanelle il mio natale e quello di ogni ignaro bambino sarebbe stato tutto uguale e il naatle attuale avrebbe assunto l'aria triste e materialista che ha ora già da prima?
E i sogni....i sogni...ci sarebbero mai sembrati qualcosa per cui lottare andando a sbattere contro la logica e
capitolando nell'affascinante irrazionale?

un grande tenero coniglio di pelouche mi osserva stupito.



permalink | inviato da il 8/10/2005 alle 1:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
27 settembre 2005
cut

-Pensieri correte, scivolate fino all’inizio della turbolenta discesa, date uno sguardo giù e poi rotolate il più veloce possibile per la strada fluida che conduce all’imbocco del tunnel oscuro dell’indifferenza. Ed una volta che vi sarete entrati accovacciatevi nell’angolo di un burrone nero e senza fine, tremate, rendetevi punto o linea, guardate su e percepite l’infinito inferno che governa le direzioni da prendere, prendete coscienza del non ritorno e rendetevi nulli. Ed il vostro vuoto d’aria sarà cibo per il nero circostante, ciò che lascerete, guidati dalla madre Paura, sarà qualcosa che la alimenterà, che la farà grande, farà grande qualcosa che è già troppo grande, l’infinito che impersona. Non è forse questo quello che è? La madre delle paure è la paura dell’infinito, che si fa scherno di tutte quelle cose finite, troppo finite per durare più di un battito d’ali. Ali d’angelo- pensò il quell’ uomo folle disteso sulla panchina, in una notte di primavera, osservando il sorriso divertito della volta celeste che sembrava capire quello che lui stava pensando.




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24 settembre 2005
PolicyOfTruth

A volte non puoi far altro che posare li il tuo pensiero. Lasciare che esso si accosti alle realtà che il giorno tiene in se, a quelle aree a cui i pensieri di fragilità e terrore sono destinati. Devi lasciare correre la mente, lasciare che essa cerchi le risposte, anche se gli interrogativi sono crudeli, spietati, senza alcuna speranza di trasformarsi in bagliori di energia.

Il tremendo, ossessionante, sibilante pensiero della morte, evoca l’inferno, le fiamme, la paura, i demoni nascosti nel turbinio di sensazioni che viviamo momento per momento e sta li. Silenzioso solletico,anima in pena la quale ama riempire i nostri sorrisi di amare tristezze. Eccola li, orrenda e deforme si fa avanti con il volto di ognuno deturpato dalla malattia, dal dolore, dalla paura, dallo strazio. Raggomitolata in quell' angolo sporco e buio a cui non va data luce per non rischiare di liberare ciò che dentro faticosamente vi abbiamo celato, lei si prende gioco di noi. gratta le pareti del nostro cuore come un continuo ronzio, come un treno sempre in corsa follemente su e giu tra testa e cuore.

A volte devi darle conto. A volte le devi un attimo di paura, un grido di pazzia per farla poi tacere giusto il tempo per darti nuove ragioni per motivare lo spazio profondo e dimenticato che le è stato dato occupare. nn puoi fare a meno di pensarci, certo, e più lo fai più ti sembra che lei ti stia fottendo, col suo ghigno distorto e vago. Lei ti sta fregando lentamente, perché è solo la proiezione della paura-consapevolezza di non vedere com’è…a volte forse potrebbe essere una liberazione.

Ci pensi si. E ci pensi senza realmente pensarci.

Ma come è arrivato un pensiero può andare.

Perdendosi nel ciclone di buffe strategie e nuove, ridenti stagioni.




permalink | inviato da il 24/9/2005 alle 2:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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